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Dove eravamo rimasti? Lo sport, la famiglia, le solite cose…

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Ogni anno tra i buoni propositi che, volente o nolente, passano per la mia mente in questo periodo c’è sempre quello di ricominciare a scrivere con più costanza per il blog. Il 2022 è stato un anno in cui ho scritto assai, come non facevo da tanto tempo: ho curato un libro, ho tenuto una Masterclass di Marketing Etico, ho organizzato un evento in collaborazione con ESA conoscendo Luca Parmitano, ho iniziato un mio progetto editoriale, insomma… sono molto soddisfatta di aver coltivato la parte di me legata alla comunicazione e alla scrittura. Ma non posso certo dire di essere stata brava con il blog!

Questo blog è nato nel 2015 per raccontare la preparazione del mio primo triathlon, di come lo sport mi aveva cambiato la vita, di come la mia disabilità sia diventata alla fine uno strumento di superamento di me stessa. In realtà mi rendo conto di avere un sacco di cose da dire e da scrivere, magari non sono le stesse dell’inizio, ma ci sono. Il fatto è che non ho ancora capito come stare in equilibrio tra lo scrivere e tutto ciò che oggi comporta dedicarsi alla scrittura. Avete notato che ormai i libri li scrivono principalmente quelli che hanno un certo seguito sui social e addirittura si preordinano? Gente che per altro stimo che fa le markette alle proprie pubblicazioni come un influencer qualunque. A me questa cosa mi fa uscire matta! Per dire…

Comunque alla fine sono entrata dentro a WordPress e sono qui a scrivere. Sono certa che da questi pensieri in libertà, così come sono il 99% degli articoli qui, verrà fuori qualche idea da portare avanti. In fondo le cose son sempre quelle: sono mamma, compagna, sogno un mondo migliore, vorrei fare la mia parte in questa vita e come diceva B.P. “lasciare il mondo migliore di come l’ho trovato”. Ecco, una cosa nuova è legata al mio lavoro in agenzia, ormai lavoro per Webranking da più di cinque anni e mi rendo conto sempre di più quanto la percezione del lavoro sia fondamentale, a volte più del lavoro stesso. Sulla percezione giocano moltissimo la comunicazione, l’empatia, il saper cogliere il non detto. Quelle cose che non ti insegnano all’Università, ma si possono imparare sul campo. Si possono imparare insieme. Come correre, come nuotare. E si, anche io credo che ci siano persone più portate, ma molto è impegno e allenamento. Vedi la lezione dello sport!

Lo sport

In questi otto anni sono successe molte cose, come capita sempre se si va indietro di qualche anno, alcune mi hanno fatto molto soffrire, rendendomi più forte, altre mi hanno riempito di gioia, e confermato che la vita sa sempre sorprenderci, anche nei momenti più difficili. Ho imparato grazie al mio intervento prima e alla mia vita da “atleta” poi a considerare lo sport indissolubilmente legato al benessere, alla salute (mentale e fisica), alla vita. Questo rimane e credo rimarrà sempre un punto fermo. L’attività fisica fa parte delle mie giornate, lo sport è diventato un maestro, una fonte infinita di ispirazione. L’idea che con l’allenamento si possa portare un gesto atletico vicino alla perfezione, che si possa perseverare per anni con lo scopo di raggiungere il proprio obiettivo, che si possa essere d’esempio per i giovani… ecco, considero lo sport uno strumento potente e uno dei grandi assenti della nostra società. Insieme alla letteratura, alla musica, alla danza… Diciamo che avremmo un sacco di strumenti a disposizione per crescere persone e cittadini migliori, ma forse questo non è uno degli obbiettivi di chi ci governa. Ma a volte penso che non sia neanche l’obiettivo di molti di noi, perché migliorare è una strada sempre in salita e faticosa. Non sono tante le persone che amano la fatica!

La famiglia

In questi otto anni ho cambiato città, sono tornata a vivere a Cesena, dove sono cresciuta. In questi otto anni la vita ha messo a dura prova la mia famiglia, le sue relazioni, la sua quotidianità, e a volte trovo che sia un miracolo che siamo ancora qua. Tutti. Lo è, uno di quei miracoli che si costruiscono ogni giorno, non di quelli che accadono. Ho capito davvero che ogni difficoltà, se superata insieme, rende davvero più saldi. Ecco… in questi ultimi anni ho imparato che nelle difficoltà a volte non riusciamo a tirare tutti allo stesso modo, a volte qualcuno deve portare il peso degli altri e non mollare. A volte bisogna affidarsi, chiedere aiuto, dire le cose come stanno. A volte bisogna rimanere lì a testa bassa, anche quando la fiducia è un filo sottile. Sono molto grata che in alcuni tratti di strada qualcuno abbia avuto la fiducia che io non avevo, abbia continuato a vedere la luce dove io vedevo solo buio. Forse è questa l’essenza dell’amore.

A casa quindi tutti bene. I bambini ora sono ragazzi (Margherita compie 18 anni… si, 18 anni, Alberto e Matilde sono due adolescenti in fiore), io e Gabri ci alterniamo tra il ruolo di genitori e il lavoro, ricordandoci che siamo anche una coppia. Non è scontato, anche questo è un piccolo impegno da portare avanti con costanza. Abbiamo i nostri atleti, si va be’ sono i suoi, ma alla fine sono anche parte della famiglia,  da quest’anno abbiamo anche una casa di famiglia di proprietà da ristrutturare e una nuova sfida da portare avanti. Chuck (cane nero) non si è ancora mangiato nessuno nella nuova vita di Cesena e ha quasi imparato a sopportare Lena (cane grigio), anche se lei oggettivamente è piuttosto insopportabile.

Le solite cose

In questi otto anni ho imparato a sentirmi vecchia… vecchia nel senso “saggia”, nel senso “tranquilla”, nel senso “navigata”… nel senso che sono cambiata così tanto che a volte non mi riconosco. Quando mi chiedono come sono, tipo “Sei impulsiva? Sei ansiosa? Qual è il tuo piatto preferito?” devo pensare molto prima di rispondere. E mi chiedo spesso: “Ma devo rispondere per come sono adesso o per come sono stata per la maggior parte della mia vita?” Ho capito che questa trasformazione è frutto di un percorso per nulla scontato, che per cambiare ci si deve mettere d’impegno, che è molto difficile, ma se cambi poi può essere per sempre. Mi piace utilizzare un sacco l’esempio dell’alimentazione, perché ci sono molte affinità tra le abitudini della vita e quelle del gusto. Io pensavo che non avrei mai potuto rinunciare al latte e che i formaggi sarebbero stati per sempre uno dei miei cibi preferiti. Sono stata obesa, sono stata anoressica, ora sono vegetariana, ho una alimentazione al 90% vegetale, vivo in pace con il mio corpo con cui ho lottato la maggior parte della mia vita, e in otto anni non ho mai rimpianto i piatti che un tempo erano i miei preferiti. Quando ho provato ad assaggiarli, non erano più ciò che ricordavo nella mia mente. La mente…

Quindi ricominciamo?

Preferirei rispondere verso giugno/luglio a questa domanda, per ora ho buttato giù qualche pensiero di getto e vi auguro buon anno. Lo auguro anche a me, che credo di averne bisogno. Voglio che il 2023 sia un anno speciale, e quindi sarà sicuramente difficile. 🙂 Per il resto qualcuno a cui stavo dicendo che non scrivevo più perché sembra che tutti abbiano qualcosa da dire e da insegnare in questo mondo,  un giorno mi ha risposto “É vero, ma tu non pensi che noi le cose le vogliamo sentire da te?”. Allora eccomi, che è una parola che amo. Eccomi è soprattutto una messa a disposizione, nelle parole ma soprattutto nei fatti. A presto!

PS: Le foto con Gabri sono state scattate all’Isola d’Elba durante Elbaman, quella più vecchia è proprio del 2014, erano i giorni in cui ho deciso di far triathlon, Gabri era appena arrivato al traguardo. Quella recente è di quest’anno, lui appena tagliato il traguardo, io al lavoro nell’organizzazione della gara, ma come sempre al traguardo ad aspettarlo. Mi piace un sacco ricreare le vecchie foto, ogni tanto è bene guardarsi come si era e come si è. A volte fa bene, a volte è un colpo al cuore, ma fa bene uguale!

 

 

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