Il mio cane Chuck, 40 kg di pura razza bastarda, sta per compiere 12 anni. Forse qualcuno ha letto la sua storia qui nel blog. Ecco… questa cosa che sta invecchiando, con tutta la vita che abbiamo trascorso insieme, mi fa salire già un po’ di magone. E’ un sacco di tempo che penso a questa cosa, di scrivere ciò che mi ha insegnato, allora ho pensato di farlo ora.
Ora che “le 10 cose” non vanno più di moda (adesso addirittura ci sono Tik Tok e l’AI di moda) e ora che lui sta ancora bene… che poi se no quando se ne andrà temo che per molto tempo non riuscirò a scrivere di lui. Quindi, da vera Boomer (che poi io non sono una Boomer!) riprendo il blog e scrivo. Ho pensato che “le 10 cose” forse sono anche un modo per ricominciare a scrivere qui, che ogni anno cerco un modo per ricominciare e poi fallisco miseramente. Ma almeno scrivo una cosa all’anno. Divago, divago sempre… ma dicevamo

Dieci cose che mi ha insegnato Chuck, il mio cane
- Che la coerenza è fondamentale. Se insegni ad un cane qualcosa, devi ripertelo ogni volta uguale. Ripetizione+chiarezza+costanza=apprendimento e serenità.
- Che il linguaggio verbale conta meno del non verbale (e del paraverbale). Avete presente quando certi allenatori gesticolano e urlano ai giocatori in un momento critico “State calmiiiii!!!!”. Ecco ai cani ad un certo punto si può comunicare tralasciando completamente le parole, solo con il corpo. La prima volta mi è sembrato magia.
- Che può esistere qualcuno che ti ama incondizionatamente. Questa è banale, ma forse è la più vera. I cani ci amano perché siamo non perché facciamo.
- Che l’aggressività spesso è solo paura. Pensavo di avere un cane killer, invece era solo spaventato e ansioso. E parte della sua ansia era colpa dei miei comportamenti. Ho capito che lavorare sulla calma ci aiuta sempre. Respira Giovanna, respira. Se tu ti calmi lui si calma.
- Che non bisogna mai arrendersi. Loro sono campioni di determinazione, insistono fino a quando cedi. Molte battaglie con noi le vincono proprio così.
- Che bisogna rispettare il tempo degli altri. Spesso trattiamo i cani come burattini; ripetiamo “seduto, seduto, seduto”… spesso… basta solo aspettare e dargli tempo.
- Che spesso bisogna solo esserci. Nient’altro. Non fare, non parlare. Ovvero fare niente, ma un niente fatto bene! (cit.) Questa mi ha svoltato il senso dell’amicizia. Sono qui, ci sono. Basta. Ma è tutto.
- Che bisogna saper chiedere aiuto e affidarsi. I cani non sono oggetti e non sono essere simili a noi. Bisogna comprenderli, bisogna trovare il punto d’incontro tra il nostro modo di comunicare e il loro. Tra ciò che piace a noi e ciò che amano loro. Ci sono persone che posso aiutarci e noi dobbiamo mettere da parte luoghi comuni e superbia e affidarci.
- Che si può gioire di cose piccole piccole. Il cibo, il ritorno a casa di qualcuno, una coperta su cui stendersi, un bocconcino, una carezza.
- Che il momento è tutto. Non c’è prima e non c’è poi. C’è ora.
La maggior parte di queste cose le ho imparate con l’aiuto di Extrema Thule, il campo di educazione cinofila che ha salvato Chuck dal canile (la sua storia è qui) e mi ha insegnato molte cose di lui, ma soprattutto molte cose di me. Sono certa che chiunque abbia un cane possa stilare una lista come questa. Se ti fa piacere puoi ampliare la mia lista nei commenti!


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